Firenze, 14 set. - (Adnkronos) - ''Un sito cosi' importante come quello dell'Eni di Livorno non puo' essere svenduto. Hanno ragione i lavoratori ad essere preoccupati che il potenziale acquirente non sia un soggetto industriale e per questo non dia garanzie per il futuro. Noi chiediamo che dal tavolo del 17 settembre esca un percorso concreto di prospettiva per i 450 dipendenti di Eni e gli oltre 500 dell'indotto. In quella occasione il Governo dovra' guidare un percorso che porti Eni a dare uno sbocco alla prosecuzione industriale dell'attivita' di raffinazione''. Cosi' Andrea Manciulli, segretario del Pd della Toscana, interviene sulla vicenda dell'Eni di Livorno.
Sito di Alessandra Del Bravo
Programmazione economica: Finanziamenti a sostegno dei giovani imprenditori
Pubblicato il bando per i finanziamenti a sostegno dei giovani imprenditori
La Provincia ha pubblicato il bando per i finanziamenti a sostegno dei giovani imprenditori. L’obiettivo è quello di incentivare il radicamento sul territorio di giovani meritevoli, attraverso un aiuto economico che consenta loro di intraprendere iniziative di lavoro autonomo.
I finanziamenti saranno erogati sulla base di due linee di intervento. La prima è volta a stimolare le capacità e le competenze dei giovani nell’ambito dell’innovazione
tecnologica, attraverso l’incentivazione alla costituzione e avvio di attività imprenditoriali.
Le attività devono avere contenuti innovativi, relativamente ai prodotti ed ai processi, con preferenza per quelle che utilizzano idee e progetti, ricerche ed applicazioni, anche brevettate,
prodotte dai proponenti.
I settori interessati sono: manifatturiero, artigianato, bio-medicale, ambiente, difesa del suolo, agricoltura, automotive, logistica ed attività legate all’economia del mare, turismo e
Servizi innovativi
La seconda linea di finanziamento riguarda l’avvio di attività giovanili, in forma di società cooperativa, che operano nel settore sociale e/o educativo. Lo scopo è quello di premiare la creatività giovanile applicata ad obiettivi di solidarietà e servizio alle comunità locali.
I finanziamenti ammontano complessivamente a 500.000 euro, e saranno i suddivisi in parti uguali tra le due linee di intervento. Eventuali risorse residue su una delle due linee potranno essere destinate all’altra.
Possono presentare richiesta di contributo i giovani occupati con contratti di lavoro a tempo determinato o di natura precaria e i giovani inoccupati o disoccupati, con età compresa tra i 18 e i 35 anni. I candidati devono essere residenti nella provincia di Livorno e le attività imprenditoriali dovranno essere localizzate nel territorio provinciale.
Ai beneficiari verrà concesso un finanziamento, a fondo perduto, nella misura massima di 25.000 euro.
Le domande di partecipazione devono pervenire
all’Amministrazione Provinciale entro il 18 luglio 2011.
Le richieste saranno valutate dai una commissione tecnica che sarà nominata dalla Giunta.
Il bando integrale e tutti gli allegati si trovano nella sezione Programmazione Economica.
(s.m.)
Livorno, 20 aprile 2011
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Il Bilancio preventivo 2011 approvato dal Consiglio Provinciale
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Il Bilancio preventivo 2011 approvato dal Consiglio Provinciale
“Un risultato importante – ha dichiarato il presidente Giorgio Kutufà – che ha visto la maggioranza votare in maniera compatta a favore di un bilancio che ha tra i suoi punti cardine il sostegno alle politiche a favore dei giovani. E’ da sottolineare positivamente – ha aggiunto Kutufà – il voto di astensione dei consiglieri di Rifondazione e dei Comunisti Italiani che esprime la volontà di un confronto costruttivo con la Giunta e la maggioranza nell’interesse del nostro territorio”.
Il bilancio 2011 è caratterizzato da una forte contrazione delle entrate che, rispetto all’anno precedente, diminuiscono complessivamente del 27% passando dai
164 milioni del 2010 a poco più di a 119 milioni. “In questa situazione – ha detto – abbiamo deciso di puntare su alcune priorità di azione che mettono al centro le politiche giovanili. Nell’attuale fase economica, con il persistere della crisi, riteniamo importante investire sulle giovani generazioni che sono la parte di popolazione meno tutelata e è più colpita dalla precarizzazione del lavoro”.
Il presidente ha, quindi, ricordato che l’Amministrazione si era già mossa in questo senso destinando 500 mila euro per contributi economici a sostegno all’imprenditoria
giovanile.
Kutufà ha, poi, evidenziato che sempre nel settore dell’istruzione e della formazione, sono stati confermati in toto i finanziamenti della Provincia a favore dell’Istituto
Musicale Mascagni, pari a 1,5 milioni di euro.
I punti principali contenuti del bilancio sono stati illustrati dall’assessore alle finanze Laura Marconcini, la quale, richiamando gli interventi a
favore dei giovani ha aggiunto gli impegni per l’edilizia scolastica. “Altri obiettivi trasversali che interessano i giovani - ha detto Marconcini - sono quelli relativi agli impegni per l’offerta formativa post diploma, la cultura, il sostegno agli alunni disabili per l’assistenza specialistica, nonché gli interventi messi in campo con il Servizio Lavoro e formazione, finanziati con il Fondo Sociale Europeo”. Sul fronte delle spese l’assessore ha sottolineato il taglio complessivo dell’80%, rispetto a quelle rendicontate nel 2009. Ad essere colpite sono, ad esempio, le poste relative a consulenze, convegni, pubblicità, rappresentanza. “Anche gli investimenti per la formazione del personale interno – ha evidenziato l’assessore - hanno subito una diminuzione del 50%”. Ad aprire il dibattito è stato il consigliere Maurizio Zingoni (Pdl) che si è detto molto deluso: “Mi sembra un bilancio di ordinaria amministrazione, senza nessun progetto innovativo”. Zingoni ha poi sottolineato il fatto che sono previste anche entrate che derivano dalle multe degli autovelox. Di avviso opposto il consigliere Giuseppe Coluccia (Pd) per il quale nel bilancio sono contenute scelte precise con le quali “il gruppo del Pd si assume in pieno la responsabilità di governo del territorio”. Sulla mancanza di un percorso partecipato nella fase di predisposizione del bilancio ha insistito il consigliere Benito Gragnoli (Pdl), il quale ha poi sottolineato la necessità di “andare oltre le rotatorie e finanziare opere pubbliche per l’isola d’Elba ed interventi per la sicurezza degli edifici scolastici “. Anche per il consigliere Alessandro Corsinovi (Pdl) il bilancio non contiene proposte innovative: “Manca un’iniziativa forte e non occorre dare sempre la colpa ai tagli del governo perché è la Regione Toscana quella che ha più tagliato verso gli enti locali”. Dai consiglieri di opposizione Michele Mazzola (PdCI) e Silvio Lami (Rc) sono venute, invece, aperture positive verso il bilancio. “In una situazione nazionale di grave difficoltà – hanno detto – gli enti locali si trovano ad operare in condizioni difficili. Il bilancio presentato non è esaltante, e per questo siamo disponibili ad un confronto costruttivo, soprattutto sulle politiche del lavoro e del trasporto pubblico, che aiuti la ripresa del territorio”. Le critiche del centro destra non convincono i consiglieri Rossella Lupi e Francesco Marchi (Pd), i quali ribadiscono la validità di un bilancio che punta sui giovani. “Le responsabilità dei tagli non si possono scaricare sulle altre forze politiche. Gli impegni che la Provincia sta portando avanti per la scuola non sono affatto scontati, visto i tagli al fondo per l’adeguamento degli edifici scolastici e al sostegno ai disabili”. Anche Luca Bogi (Idv) sostiene le scelte del bilancio ma sottolinea “la necessità di superare il problema delle palestre e dei costi del trasporto degli alunni”. Apprezzamento sulle scelte a favore dei giovani, ma critiche sulle misure adottate sul trasporto pubblico sono venute dal consigliere Cristiano Adriani (Sel), il quale ha poi sottolineato la necessità di un coinvolgimento diretto del suo partito nelle scelte amministrative. “Non abbiamo contribuito a scrivere questo bilancio e il nostro contributo politico è stato inesistente nonostante siamo un partito di maggioranza. Serve una verifica programmatica che faccia chiarezza”. Forti critiche al bilancio sono state espresse dalla capogruppo del Pdl Costanza Vaccaro, che sollecita una politica mirata alla diversificazione economica del territorio: “Negli anni i tagli più consistenti sono stati fatti dai governi di centro sinistra, infatti anche la Regione taglia oltre un punto in più rispetto al governo”. La consigliera Alessandra Del Bravo (Pd), dopo aver richiamato il Governo al rispetto dei patti sottoscritti per le infrastrutture del territorio, ha sottolineato che “è solo grazie agli enti locali virtuosi, come le Province, che si è mantenuto il patto di sviluppo”. Dello stesso avviso anche Marco Gambacciani (Pd), per il quale “la Provincia è stata l’impresa che nel 2010 ha investito di più sul territorio”. Ribadisce le critiche “ad un bilancio che non ha una vera programmazione” la consigliera Roberta Naldini (Pdl), mentre per il capogruppo del Pd Elis Bufalini “la sfida dell’innovazione per lo sviluppo del Paese la devono portare avanti i giovani. Bene ha fatto la Provincia ad investire su di loro con proposte che saranno riprese anche nella Conferenza Economica Provinciale”.
(s.m.) Livorno, 20 aprile 2011 |
Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Le iniziative della Provincia
Seduta solenne del
Consiglio Provinciale. Il Museo di Villa Henderson aperto per la Notte Tricolore. Il 17 marzo uffici provinciali chiusi
In occasione delle
celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il 16 marzo, alle 11.30, il Consiglio Provinciale si riunirà in seduta solenne a Palazzo Granducale.
Alla cerimonia parteciperanno le Autorità cittadine e i sindaci dei Comuni della provincia.
Aprirà i lavori il presidente del Consiglio, Fabio Di Bonito, seguiranno i saluti del presidente della Provincia Giorgio Kutufà e del prefetto di Livorno, Domenico Mannino.
La seduta solenne proseguirà con l’intervento del comandante dell’Accademia Navale di Livorno, Amm. Pierluigi Rosati, sul tema: “La nostra bandiera: i tre colori della vita che uniscono la Nazione”. Nell’occasione l’Amm. Rosati ricorderà altri due anniversari importanti, per la marineria e per Livorno, che si compiono quest’anno: i 130 anni della fondazione dell’Accademia Navale, inaugurata il 6 novembre del 1881, e gli 80 anni della nave scuola “Amerigo Vespucci”, varata il 22 febbraio del 1931.
Il Museo di Storia Naturale di Villa Henderson partecipa alle celebrazioni del 150° con l’apertura straordinaria per la Notte Tricolore. Il 16 marzo è previsto l’ingresso gratuito alle sale dalle ore 21 alle 23. Il Museo, inoltre, rimarrà aperto, con orario ordinario, anche il 17 marzo. Nel pomeriggio, alle 17.30, è in programma una conferenza organizzata da Gruppo Botanico Livornese dal titolo “Bioarchitettura, la sfida del nuovo millennio”.
Il 17 marzo, infine, gli uffici della Provincia, compresi i Centri per l’impiego e tutte le sedi provinciali decentrate, rimarranno chiusi per tutta la giornata.
(s.m.)
Livorno, 15 marzo 2011
Un mese di iniziative contro la violenza sule donne
In occasione della Giornata
contro la violenza sulle donne, in programma il 25 novembre, la Provincia promuove una serie di iniziative per stimolare la riflessione su questo drammatico fenomeno e favorire la
conoscenza dei percorsi di prevenzione e contrasto che l’Amministrazione Provinciale ha messo in atto.
Le attività prenderanno il via venerdi 12 novembre a Livorno con l’inaugurazione, alle ore 11 in Piazza Cavour, di un punto informativo aperto per tutto il fine settimana, dove sarà allestita anche una mostra realizzata nell’ambito del progetto A.D.A. (Ascolto Donna Aiuto).
All’iniziativa parteciperanno gli assessori provinciali alla qualità sociale e alle pari opportunità, Monica Mannucci e Maria Teresa Sposito, le quali, oltre ad illustrare il programma di iniziative che si articolerà per tutto il mese di novembre, presenteranno la campagna contro la violenza di genere promossa dalla Provincia per sensibilizzare la cittadinanza sui molteplici risvolti del fenomeno e sugli strumenti idonei per contrastarlo.
Saranno presenti, inoltre, i rappresentanti dei Comuni aderenti al progetto A.D.A.
(s.m.)
Livorno, 10 novembre 2010
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Turismo: Al via un progetto dedicato ai crocieristi che sbarcano a Livorno
Al via un progetto dedicato ai crocieristi che sbarcano a Livorno
Favorire la valorizzazione della città
di Livorno attraverso attività di promozione dirette, in particolare, ai crocieristi che sbarcano nel porto labronico. E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa per la realizzazione di uno
specifico progetto “Crocieristi” che vede riuniti la Provincia, il Comune di Livorno, la Camera di commercio, la Porto di Livorno 2000 e le associazioni di categoria del commercio e
dell’artigianato.
Il protocollo, sottoscritto oggi a Palazzo Granducale dai soggetti aderenti, è finalizzato alla promozione di Livorno attraverso una serie di iniziative che, oltre a toccare gli aspetti turistico-commerciali, sono tese a valorizzare le caratteristiche culturali, storico-paesaggistiche ed enogastronomiche della città, offrendo così al crocierista concrete motivazioni per una permanenza nel capoluogo che non sia solo una tappa di passaggio verso altre mete nella regione.
“Il turismo crocieristico cresce a ritmi esponenziali – ha sottolineato l’assessore provinciale al turismo, Paolo Pacini – e oggi siamo in grado di offrire un prodotto che aiuta a captare il turista che sbarca a Livorno con una serie di servizi in grado di rispondere alle sue esigenze”.
La sinergia tra istituzioni pubbliche e soggetti privati consentirà, infatti, di creare le condizioni per la realizzazione di percorsi da proporre al turista, con un occhio di riguardo anche all’ampliamento degli orari di apertura degli esercizi commerciali.
“L’intesa mira a migliorare complessivamente la qualità dell’accoglienza – ha aggiunto l’assessore al commercio e turismo del Comune di Livorno, Paola Bernardo – rafforzando le iniziative che ogni soggetto, pubblico e privato, mette in campo”.
Al momento dello sbarco, ha spiegato l’amministratore unico della Porto di Livorno 2000 Guido Asti, vi sarà uno specifico punto di accoglienza che curerà la distribuzione sottobordo di materiale informativo ai crocieristi e il loro trasferimento fino al centro città.
Soddisfazione per la firma del protocollo è stata espressa dal presidente della Camera di commercio, Roberto Nardi, per il quale la presenza di migliaia di crocieristi rappresenta un enorme potenziale per la città, e dai rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Cna, i quali hanno ribadito l’impegno al pieno coinvolgimento dei loro associati nel progetto.
Livorno, 9 novembre 2010
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Voucher post-laurea. Entro il 30 luglio le domande
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Voucher post-laurea. Il 30 luglio la scadenza per la presentazione delle domande
I voucher sono destinati ai laureati residenti nel territorio della Provincia di Livorno che sono iscritti allo stato di disoccupazione, oppure occupati con diverse
tipologie contrattuali (a progetto, part-time, subordinato, tempo determinato, co.co.co., di somministrazione, di inserimento, ripartito o intermittente); o ancora, lavoratori
autonomi con reddito imponibile fino a 18 mila euro. Coloro che fossero interessati possono presentare domanda all’Amministrazione Provinciale entro il 30 luglio.
Il voucher può essere finanziato fino ad un importo massimo complessivo di 8.000 euro. Sono riconosciute le spese di iscrizione, nella misura massima del
90% del costo del corso e le spese di viaggio per il raggiungimento della sede di svolgimento del corso, fino ad un massimo del 20% del finanziamento pubblico concesso per
l’iscrizione. L’Amministrazione Provinciale, inoltre, prevede un'altra scadenza successiva per la presentazione delle domande relative ai voucher post-laurea: il 30 settembre 2010. (s.m.) Livorno, 30 giugno 2010 |
Concessione di aiuti alle piccole e medie imprese - Pacchetto anticrisi
CONCESSIONE DI AIUTI A FAVORE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
La Provincia di Livorno sostiene la crescita e la competitività delle piccole e medie imprese.
Ogni impresa che effettua un'assunzione a tempo pieno e indeterminato può richiedere:
>> 6.000 euro per l'assunzione
>> 2.500 euro per voucher formativi
>> 4.000 euro per consulenze aziendali esterne e/o partecipazioni a fiere
Il contributo massimo erogabile per ogni nuovo assunto è di 12.500 euro
È stata prorogata la scadenza per la presentazione della domanda al il 31 dicembre 2010.
Per accedere ai contributi rivolgersi ai Centri per l’impiego
Qualità sociale: Tavolo provinciale per le politiche giovanili
Tavolo provinciale per le politiche giovanili
Promuovere il protagonismo giovanile in ogni ambito della vita sociale come azione fondamentale per la crescita civile della comunità. E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa approvato dal Consiglio Provinciale con il consenso unanime di tutte le forze politiche.
L’intesa, che si inserisce nel quadro delle politiche regionali per i giovani, prevede l’istituzione di un Tavolo provinciale per il coordinamento delle politiche giovanili, di cui faranno parte la Provincia, i Comuni del territorio ed i rappresentanti delle reti di aggregazione giovanile e dell’associazionismo.
“Uno strumento di concertazione - ha detto l’assessore provinciale alla qualità sociale Monica Mannucci - che consentirà una migliore programmazione degli
interventi e delle risorse, attraverso la valorizzare e la messa in rete delle buone pratiche già presenti sul territorio”.
In questa direzione vanno anche i progetti che l’Unione Province Toscane ha avviato per la messa a punto di un sistema di condivisione delle idee e delle progettualità per i giovani.
L’Assessorato provinciale alla qualità sociale, inoltre, sta lavorando ad un progetto per la mappatura delle realtà giovani. Lo scopo è quello di definire un quadro dei luoghi di
aggregazione giovanile formale e non formale, per poter attivare politiche più rispondenti ai bisogni espressi dalle giovani generazioni.
“In questo contesto generale - ha aggiunto Mannucci – il Tavolo potrà svolgere un ruolo fondamentale come un luogo stabile di elaborazione, confronto e verifica delle
politiche messe in campo dagli enti locali e consentirà, inoltre, al territorio di avere un rapporto più omogeneo con interlocutori istituzionali come la Regione e il Ministero della
gioventù e l’Upi.”
(s.m.)
Livorno, 8 maggio 2010
Istituzione: Giovani e Istituzioni: istruzioni per l’uso
Inizia il corso “Giovani e Istituzioni: istruzioni per l’uso”
Iniziano il 30 gennaio, alle 10.30, a Palazzo Granducale, le lezioni del corso “Giovani e Istituzioni: istruzioni per l’uso”.
L’iniziativa, promossa Promo P.A. Fondazione, con il contributo della Regione Toscana e la collaborazione della Provincia, propone un percorso formativo, rivolto ai giovani dai 18 ai 30 anni, per offrire loro l’opportunità di approfondire la conoscenza della pubblica amministrazione ed accrescere la cultura della partecipazione alla cosa pubblica.
Dopo i saluti del presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, Gaetano Scognamiglio e Francesca Velani, di Promo P.A., illustreranno gli obiettivi del corso.
Le lezioni spazieranno su vari argomenti: dalle forme di governo, alla magistratura, dai fondamenti dello stato democratico, all’ordinamento della Repubblica. Alcune
sessioni saranno dedicate al Parlamento e al sistema delle Autonomie, per arrivare, infine, alla figura del dipendente pubblico e ai cambiamenti introdotti dalla recente legge di riforma
del lavoro pubblico.
(s.m.)
Livorno, 29 gennaio 2010
IN PRIMO PIANO
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Kutufà scrive ai ministri Matteoli e Tremonti e al sottosegretario Letta per chiedere l’esclusione dai limiti del patto di stabilità degli interventi per la messa in sicurezza del territorio
Nella lettera il presidente, richiamando i gravissimi danni dovuti al maltempo subiti dai territori delle Province di Pisa e Lucca, sottolinea le varie situazioni a rischio
che interessano il territorio livornese e che riguardano, in particolare, i corsi d’acqua dei fiumi Cecina e Cornia ed il torrente Ugione. A questi si aggiungono i problemi
dell’erosione costiera, con i danni subiti di recente dalla spiaggia di Cecina, a causa della forte mareggiata che ha deteriorato anche la strada che corre lungo la spiaggia
stessa. |
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La Provincia presenta il bilancio 2010
La Provincia
presenta il Bilancio preventivo 2010 ai Comuni del territorio. Le linee generali del documento saranno illustrate in una serie di incontri ai quali, oltre alle istituzioni, sono invitate le
organizzazioni sindacali e le forze economiche e sociali del territorio.
Questo il calendario degli incontri:
Lunedi 14 dicembre, ore 10.30, Palazzo Granducale, Comuni di Livorno e Capraia.
Lunedi 14 dicembre, ore 21, Comune di Collesalvetti (Sala della biblioteca del Comune di Collesalvetti).
Martedì 15 dicembre, ore 15 Comuni della Val di Cecina (Sala Convegni - La Cinquantina).
Mercoledì 16 dicembre, ore 11 Comuni dell'Isola d'Elba e Presidente Unione dei Comuni dell'Arcipelago Toscano (Sala della Provincia di Livorno, viale Manzoni).
Mercoledì 16 Dicembre, ore 16.30 Comuni della Val di Cornia (Sala Consiliare del Comune di Piombino).
Livorno, 12 dicembre 2009
LE PROVINCE. COORDINANO IL TERRITORIO, SEMPLIFICANO L'ITALIA
I LAVORI DEL CONGRESSO SARANNO TRASMESSI IN DIRETTA INTEGRALE IN STREAMING SUL SITO UPI WWW.UPINET.IT
Si aprirà mercoledì 9 dicembre, all'Auditorium della Tecnica di Viale Tupini, a Roma, la XXXII Assemblea Generale Congressuale dell'Unione delle
Province d'Italia, evento che raccoglierà quasi mille amministratori provinciali provenienti da tutto il Paese, per discutere delle più importanti tematiche legate al ruolo delle
Province nel sistema istituzionale.
La semplificazione e la modernizzazione della pubblica amministrazione, il nuova assetto istituzionale del Paese più snello ed efficace, saranno gli argomenti al centro dei dibattiti che
occuperanno i tre giorni di lavoro, dal 9 all'11 dicembre, accanto alla riflessione sugli interventi e sulle possibili strategie locali e nazionali per fronteggiare la crisi economica in
atto.
Nel 2009 sono stati già compiuti passi significativi, soprattutto per le istituzioni locali: l'approvazione della legge 42/2009 sul federalismo fiscale; l'approvazione della
Legge 15/2009 e del decreto legislativo attuativo di riforma della Pubblica amministrazione; l'approvazione in Consiglio dei Ministri del Disegno di legge sulla Carta delle Autonomie, hanno
segnato tappe importanti nel processo di modernizzazione del sistema Paese.
Di questo si rifletterà con gli interlocutori del Governo, del Parlamento e delle forze economiche e sociali che interverranno all'Assemblea.
I lavori si articoleranno, come di consueto, in quattro sessioni.
Il 9 dicembre, a partire dalle ore 15,30, si terrà la cerimonia di apertura dei lavori dell'Assemblea, con il saluto del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, del Presidente della Provincia di Roma,
Nicola Zingaretti e del Vice Presidente della Regione Lazio, Esterino Montino.
A rappresentare il Governo saranno il Ministro per le Regioni, On Raffaele Fitto, e il
Sottosegretario all'Interno, Sen. Michelino Davico. Durante questa sessione, prima della relazione del Presidente dell'Upi, Fabio Melilli, la Presidente della Provincia
dell'Aquila, Stefania Pezzopane, premierà a nome dell'Upi il Corpo della Polizia Provinciale per il coraggio e l'impegno dimostrati nel collaborare ai soccorsi nel sisma
dell'Abruzzo.
Giovedì 10 dicembre, dalle ore 9,30 alle ore 13,30 si terrà la sessione dedicata al tema "Verso un nuovo protagonismo delle Province", con la presentazione, svolta dal
Presidente del Censis Prof. Giuseppe De Rita, di una ricerca Upi Censis ricca di utili e inediti spunti di riflessione sul ruolo delle Province e sul futuro di queste
amministrazioni nel sistema istituzionale del Paese. Sul tema, si dibatterà con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Prof. Renato Brunetta, con il
Sottosegretario all'Economia, On. Daniele Molgora e con il Presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino.
Nel Pomeriggio del 10dicembre, dalle 15,30 alle 19,00, si parlerà invece di riforme per la semplificazione, Carta delle Autonomie e Federalismo fiscale, con l'intervento del Ministro
della Semplificazione, Sen. Roberto Calderoli, e del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Previsti inoltre gli interventi dei Segretari e dei Responsabili Enti locali dei
partiti politici.
Venerdì 11 dicembre, dalle 9,30 alle 13,00, a chiusura dei lavori, si terrà l'Assemblea Congressuale, con l'elezione del nuovo Presidente dell'Upi e del Consiglio Direttivo.
I LAVORI DEL CONGRESSO SARANNO TRASMESSI IN DIRETTA INTEGRALE IN STREAMING SUL SITO UPI WWW.UPINET.IT 04-12-2009
OGGI 30 NOVEMBRE 2009 APERTURA CONSIGLIO PROVINCIALE CONLA LETTURA DELL'EDITTO DI PIETRO LEOPOLDO DI LORENA (CREDO VALGA LA PENA RICORDARLO SEMPRE ED AVERLO PRESENTE NELLE POLITICHE DEI NOSTRI GOVERNI
Editto di Pietro Leopoldo di Lorena

Editto di Pietro Leopoldo di Lorena

Editto di Pietro Leopoldo di Lorena

Editto di Pietro Leopoldo di Lorena

Editto di Pietro Leopoldo di Lorena

Editto di Pietro Leopoldo di Lorena

Editto di Pietro Leopoldo di Lorena

Editto di Pietro Leopoldo di Lorena

Qualità sociale: “Azioni-Progetti-Reti” contro la violenza alle donne
“Azioni-Progetti-Reti” contro la violenza alle donne
Il 27 novembre al Museo la firma del protocollo della “Rete
provinciale antiviolenza”
In occasione della
giornata contro la violenza alle donne, la Provincia organizza un convegno sul tema “Azioni-progetti-reti contro la violenza di genere”. L’iniziativa si svolgerà venerdi 27 novembre, con inizio
alle 9, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo. Dopo i saluti del presidente Giorgio Kutufà, l’assessore alla qualità sociale, Monica Mannucci,
introdurrà i temi in discussione ed illustrerà le attività che hanno visto l’impegno dell’Amministrazione Provinciale nell’ambito delle politiche di prevenzione e di lotta alla
violenza di genere.
Si tratta, in particolare, della costituzione della Rete antiviolenza e del progetto A.D.A. “Ascolto Donna e Aiuto” , finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, di cui la Provincia è capofila.
Il progetto, al quale aderiscono Comuni, enti e numerose associazioni del territorio, si propone di sviluppare attività di formazione sul tema della violenza di
genere, per favorire lo sviluppo di metodologie di intervento.
Parte integrante del progetto saranno i Quaderni di A.D.A.: uno strumento attraverso il quale l’Amministrazione Provinciale fornirà un’informazione sull’andamento del progetto e sulle attività
che saranno intraprese.
La Provincia, inoltre, costituirà una specifica sezione dell’Osservatorio per il sociale, dedicata alla conoscenza e all’approfondimento dei dati relativi al fenomeno della violenza di genere
Nel corso del convegno è prevista la firma del protocollo per la costituzione della Rete provinciale antiviolenza, alla quale, oltre alla Provincia, partecipano la Prefettura, la Questura, il comando dei Carabinieri, l’Ufficio scolastico provinciale, la Usl 6 e tutti i Comuni del territorio.
Seguirà una tavola rotonda alla quale parteciperanno il prefetto, Domenico Mannino, il questore, Nicola Zito, il comandante provinciale dei Carabinieri, Saverio Nuzzi, la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Elisa Amato e i sindaci dei Comuni della provincia. Concluderà l’assessore provinciale alle Pari Opportunità, Laura Marconcini.
Al convegno parteciperà Giovanna Faenzi, dirigente dell’Osservatorio sociale regionale, che presenterà il primo rapporto sulla violenza in Toscana e i dati
raccolti dai centri antiviolenza del territorio provinciale (Centri donna di Livorno e Piombino) sulle donne, vittime di atti di violenza, che si sono rivolte ai centri livornesi.
(s.m.)
Livorno, 23 novembre 2009
LA PROVINCIA PER LA FESTA DELLA TOSCANA
“Arti, Culture, Futuro”, è il tema della Festa della
Toscana che quest’anno festeggia il suo decennale. La Provincia aderisce all’iniziativa con una serie di attività, promosse dal Consiglio Provinciale, presentate a Palazzo Granducale dal
presidente della Provincia, Giorgio Kutufà e dal presidente del Consiglio Provinciale, Fabio Di Bonito.
“L’abolizione della pena di morte – ha detto il presidente Kutufà – ha rappresentato un’avanguardia culturale del territorio toscano ed è un esempio per tutte le giovani generazioni. La Festa della Toscana, in questi anni, ha contribuito a mettere in luce il patrimonio di valori di una comunità, che si esprimono anche nelle sue arti e nella sua cultura”.
Il programma di attività interesserà tutta la provincia e vedrà coinvolti una trentina di artisti, con performances, spettacoli teatrali nelle piazze e nelle scuole.
“Per questa edizione – ha detto il presidente Di Bonito - la Provincia ha voluto gettare lo sguardo sul ricco e variegato mondo dell’arte contemporanea, dando spazio
ai tanti giovani artisti del nostro territorio, che si esprimeranno attraverso gli strumenti a loro più congeniali: musica, poesia, narrativa, performance, cinema”.
Tra gli artisti che prenderanno parte agli eventi vi sono: Riccardo Ruberti, Emanuele Gamba, Michelangelo Consani, Valerio Ianitto, Bobo Rondelli, I Santini del Prete, Valentina Restivo, Claudio Bimbi, I Koroo, Katia Alicante, Fabrizio del Moro, Sandro Bottari, Nicola Vukic, Silvia Lemmi, CCH.
“Sarà una vera e propria festa itinerante – ha aggiunto Di Bonito – il cui intento è quello di portare l’arte fuori dalle stanze e fra i giovani”.
L'ampio programma prevede, infatti, giri in battello lungo i Fossi di Livorno, con gli artisti a bordo, tour degli atelier degli artisti labronici, spettacoli teatrali rivolti ai bambini sulla figura del Granduca Leopoldo.
Maggiori informazioni e il programma completo delle iniziative si possono trovare sul sito www.festadellatoscanaprovinciadilivorno.it
Livorno, 20 novembre 2009
Sottoscritto dalla Provincia un protocollo per la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro
Favorire una migliore conciliazione tra tempi
di vita e tempi lavoro. E’ questo l’obiettivo del progetto promosso dalla Regione con la collaborazione delle Province toscane.
L’avvio dell’iniziativa è stato sancito con la firma, a Firenze, di un protocollo d’intesa con il quale la Regione assegna ad ogni Provincia 200.000 euro per il finanziamento di azioni a
favore delle politiche di conciliazione vita-lavoro.
A sottoscrivere l’intesa, per l’Amministrazione Provinciale di Livorno, è stata l’assessore alle Pari Opportunità Laura Marconcini.
“Si tratta di un protocollo importante - ha dichiarato - perché per la prima volta si mettono a disposizione risorse per avviare la progettazione di interventi concreti su un tema che
tocca da vicino le donne”.
La Provincia, sulla base degli impegni previsti nell’intesa, promuoverà l’attivazione di accordi territoriali di genere, con i Comuni e con altri soggetti pubblici e privati, per la
realizzazione di specifici progetti.
Le linee di intervento individuate nel protocollo riguardano, in particolare, il coordinamento degli orari e degli spazi della città e la sperimentazione di formule innovative di
organizzazione del lavoro nella Pubblica Amministrazione e nelle imprese private.
Sono inoltre previste attività di formazione nelle scuole per la valorizzazione del principio di pari opportunità e per la lotta alle discriminazioni di genere.
“Un altro percorso – ha aggiunto l’assessore – sarà quello della promozione del ricorso ai congedi parentali da parte degli uomini. Un’opportunità per tutte quelle famiglie in cui le madri, per
vari motivi, non ne possono usufruire”.
(s.m.)
11 ottobre 2009
L'intervento di Pier Luigi Bersani

(Bozza)
Prima di ogni altra cosa un saluto a tutti gli iscritti che hanno partecipato ai congressi di circolo, comunque abbiano scelto o votato.
È stata una straordinaria e inedita prova di democrazia di cui dobbiamo essere orgogliosi.
Ricordiamoci che chi lavora per fare un partito lavora per realizzare la nostra Carta Costituzionale.
Sento la responsabilità che viene dal risultato della mia mozione. Cercherò di esserne all’altezza.
Lavorerò con gli altri candidati per una straordinaria partecipazione alle primarie e perché le primarie mostrino sia il nostro aperto confronto di idee sia la nostra amicizia e la nostra
unità.
L’ho detto fin dall’inizio: non c’è bisogno di interpretare o tanto meno di deformare posizioni altrui, e ancora meno di litigare.
Ognuno dice la sua, iscritti ed elettori decidono. Noi ci atteniamo alle loro decisioni.
Ribadisco che per quello che mi riguarda l’unico avversario possibile è colui che piccona la ditta.
Gli altri sono tutti amici e compagni e voglio lavorare con loro in solidarietà e unità.
Questi minuti li dedicherò a parlare di politica e di Italia.
Dobbiamo sentire acutamente la responsabilità di far vivere la nostra vicenda congressuale nel pieno del passaggio cruciale che il nostro Paese sta vivendo, nel pieno della crisi democratica e
sociale.
Guai se ci sorprendessero a parlare d’altro.
Parliamo di Italia dunque e parliamone in modo veritiero.
Quali sono i tratti di fondo di questa lunga fase della vita italiana?
Sono una deformazione di fatto degli equilibri costituzionali e un indebolimento progressivo delle nostre prestazioni economiche e sociali rispetto all’Europa e al mondo.
Dire questo non significa essere catastrofisti o alimentare la sfiducia o sottovalutare dinamismi, eccellenze, potenzialità a cui dobbiamo sempre richiamarci.
Dire questo significa ribadire che la realtà va guardata in faccia e che la retorica dello stellone italico, del sole in tasca, dei cieli azzurri sta addormentandoci tutti e rischia di distruggere la
capacità di reazione del Paese.
Quei due problemi di fondo entrano oggi in una fase più acuta e più incerta sia dal lato democratico e istituzionale, sia dal lato economico e sociale.
Se si mette l’orecchio a terra si sente nervosismo diffuso, tensione, preoccupazione.
C’è una perdita di orizzonte, una insicurezza crescente nella vita delle persone e delle famiglie, nella prospettiva dell’impresa.
La stessa politica offre al Paese un messaggio di incertezza.
Per dirlo semplicemente, Berlusconi afferra ancora il presente ma non può promettere un futuro né ai suoi né al Paese.
Viviamo dunque su un crinale non sappiamo quanto lungo, né possiamo vedere oggi come si aprirà una fase nuova.
Quel che è certo è che una parte importante dei suoi possibili esiti è nelle nostre mani, nelle nostre mani a cominciare da questo Congresso.
Cominciamo dunque da quello che abbiamo vissuto in questi giorni tumultuosi.
La destra guidata da Berlusconi fa camminare il Paese sull’orlo di una deformazione populista del nostro sistema.
Dobbiamo mettere l’opinione pubblica e la coscienza civile del Paese di fronte alla gravità di questo problema.
Intendiamoci, pulsioni di tipo populista, cioè di semplificazione drastica dei processi di partecipazione democratica, li riscontriamo in molti paesi a democrazia matura.
La difficoltà della democrazia rappresentativa a dominare con efficacia i nuovi problemi lascia spazio a domande di semplificazione e di autorità.
Se altrove tuttavia queste pulsioni sono sfumature pur significative nei meccanismi di consenso, da noi il fenomeno sta penetrando ed è già penetrato ben più in profondità.
Possiamo discutere delle ragioni di tutto questo, ragioni che affondano probabilmente nella cronica debolezza della nostra statualità, nel forte sapore di antipolitica che lasciò in eredità la caduta
del muro che avevamo in casa, nella singolare forza, oggettiva e soggettiva, dell’interprete del nuovo spartito.
In ogni caso i fatti ormai si vedono.
Sto parlando del progressivo indebolimento di ogni istituto di mediazione fra popolo e governo, sto parlando dell’idea che il consenso debba prevalere sulle regole, sto parlando dell’idea che noi si
sia di fatto fuori dal sistema parlamentare, che gli elettori cioè non eleggano un Parlamento ma un capo e che si possa parlare tranquillamente di coabitazione fra Presidente della Repubblica e
Presidente del Consiglio.
Questa deformazione ha via via consolidato dei suoi istituti.
Vediamo con evidenza, e le denunciamo, forme di controllo e condizionamento dei mezzi di informazione; vediamo con minore evidenza un fatto ancora più profondo che riguarda la formazione delle
leggi.
Il Capo del Governo nomina ormai di fatto i suoi parlamentari.
È il capo che dà la fiducia alla maggioranza e non viceversa.
Con venticinque voti di fiducia e trentotto decreti omnibus in quindici mesi ogni decisione è resa possibile; e quindi ogni pressione e perfino ogni ricatto possono essere possibili verso forze
economiche e soggetti sociali, così che prevalgano assuefazione e conformismo; così si pensa di poter portare l’opposizione a quella sensazione di impotenza che genera riflessi ribellistici e
minoritari.
Eppure la Costituzione c’è e batte un colpo.
C’è il Presidente della Repubblica, che salutiamo da qui, c’è la Corte Costituzionale.
Ma ecco che arrivano le picconate contro i muri portanti della casa comune.
E le picconate rallentano quando il segno comunque è lasciato e sono pronte comunque a riprendere.
È tempo di reagire ad una deriva che a poco a poco ci allontana dal contesto delle grandi democrazie del mondo.
Ma come reagire?
Non possiamo reagire con risposte speculari che portano legna a quel fuoco che Berlusconi vuole accendere attorno ad una personalizzazione che fa del giudizio del popolo su di lui il giudizio di
Dio.
Né peraltro possiamo reagire stando in difesa e abbarbicandoci al politicamente corretto.
Ci vuole una politica di combattimento, bisogna aprire il fronte di una battaglia democratica.
Credo che ci chiamiamo Partito Democratico non perché vogliamo sperimentare la democrazia perfetta in casa nostra, ma perché poniamo al Paese il tema della democrazia e di una democrazia
efficiente.
Vogliamo custodire i pilastri costituzionali di una democrazia rappresentativa, rigettare ogni forma di autoritarismo che ci ruberebbe il futuro di paese avanzato fra i paesi avanzati del mondo e ci
distaccherebbe intimamente dal contesto europeo.
È tempo di aprire un confronto con tutte le altre forze di opposizione sul tema della democrazia e delle Istituzioni e di rivolgerci alle forze che nella maggioranza sono più consapevoli del
problema.
Ribadendo i fondamentali della nostra Costituzione repubblicana dobbiamo avanzare il nostro progetto di riforma centrato su il parlamentarismo modernizzato e rafforzato e scegliendo qualche punto di
attacco e di mobilitazione che si faccia capire e che muova le cose nel senso comune.
Quella deriva infatti ha inquinato le falde da cui tutti ormai prendono acqua.
Proviamo con le nostre primarie a dire una cosa precisa.
È possibile che un cittadino possa scegliere il Segretario del PD e non possa scegliere il suo Parlamentare?
Noi vogliamo una legge inquadrata nel sistema bipolare, che garantisca trasparenza e stabilità della maggioranza nella legislatura, e che consenta al cittadino di guardare in faccia il suo
Parlamentare, di potergli chiedere conto del suo operato a partire dal suo territorio.
Dobbiamo mobilitarci su questo e chiedere a tutte le forze di opposizione se sono pronte a discutere con noi di una iniziativa su questo punto dirimente.
Detto tutto questo aggiungo subito che non dovremo più fare una battaglia sulla questione democratica separandola dalla questione sociale.
Ogni forma di mobilitazione a cui potremo e dovremo pensare dovrà tenere collegate le due questioni.
Per la storia profonda e per i caratteri profondi di un Paese come il nostro la deformazione del processo democratico può andare in secondo piano se passa l’idea che per quella via qualche problema
si risolve.
Non c’è certo bisogno di spiegare questo concetto al nostro Presidente del Consiglio.
Lui si presenta come il personaggio di Pulp Fiction: sono Wolf, risolvo problemi sempre che mi lascino lavorare.
Ma quali problemi ha risolto davvero il signor Wolf?
In ormai dieci anni di governo qual è una riforma che si possa ricordare e che non riguardi lui stesso? Abbiamo forse meno fisco, meno burocrazia, più occupazione, più crescita?
In che cosa è migliorato questo Paese? E adesso, nella crisi, che cosa possiamo dire che stia facendo precisamente se non aspettare che torni il bel tempo?
Non c’è bisogno di essere degli indovini per sapere che cosa succederà: avremo tra quest’anno e l’anno prossimo un milione di disoccupati in più e migliaia di piccole imprese in meno.
E tutto questo per una crisi psicologica! Dopo tanti anni di governo non c’è niente di risolto.
Non si è usato il consenso per fare governo e cioè riforme; si è usato il governo per fare consenso.
Nel Paese è aperta una grande questione sociale alla quale dobbiamo dare voce, per ragioni di giustizia; perché questo è il nostro mestiere; e anche per ragioni di democrazia: la crisi infatti può
creare un ulteriore esercito di riserva per le manovre del capo.
Il nostro compito è dunque quello di interpretare la questione sociale, anche in questo caso offrendo uno sguardo ampio del problema e scegliendo punti di attacco e di mobilitazione.
Andiamo alla sostanza. Problemi ne hanno tutti in Europa e nel mondo. Ma da molti anni ormai quando in Europa e nel mondo si cresce noi cresciamo meno e quando si scende noi scendiamo di più.
Così ci giochiamo il futuro.
Anche in questa crisi, se invece di guardare ogni giorno un albero noi guardassimo la foresta, vedremmo che rischiamo una riduzione strutturale della nostra base produttiva, un nostro
rimpicciolimento.
Stiamo buttando via le nostre risorse potenziali nell’eccesso di disuguaglianza fra ceti sociali e territori, nell’assenza di mobilità sociale, nell’incapacità di prendere decisioni di sistema, cioè
di fare riforme.
Dobbiamo rilanciare l’idea delle riforme con il coraggio e la responsabilità di una nostra visione autonoma.
Riforme sociali, riforme liberali, riforme civiche. Riforme con un nome e un cognome. Non servono qui i soliti elenchi.
Servono punti d’attacco per le proposte e per le iniziative che dobbiamo decidere. Cominciamo da occupazione e redditi.
La priorità assoluta e immediata è quella di portare risorse sui redditi medio-bassi, su chi sta perdendo il lavoro, su chi ha superato la soglia di povertà.
Ci sono poi cantieri di riforme da allestire subito su soglie minime di salario, di reddito, di pensione; sull’unificazione e la tutela dei percorsi di ingresso al lavoro; sulle prospettive del
sistema pensionistico e non già dal lato dell’allungamento dell’età (chi ha visto l’evoluzione delle norme sa che questo non è più il problema centrale!) ma bensì sulla tenuta dei livelli
pensionistici per le nuove generazioni.
Dobbiamo aprire un confronto per un nuovo patto economico e fiscale con le piccole imprese e con le partite iva, mondo verso il quale abbiamo un problema non risolto.
Dobbiamo promuovere un piano per mettere ambiente ed efficienza energetica immediatamente e stabilmente nel motore della crescita, investendo le politiche industriali, le politiche pubbliche e la
qualificazione dei consumi.
Dobbiamo interpretare meglio i temi della scuola e della sanità.
Scuola, Università e Ricerca: la prima e vera fonte energetica del Paese.
Il tratto prevalente dell’operazione Tremonti-Gelmini è quello di una riduzione dell’offerta formativa e dell’occupazione.
Possiamo dire subito che quando toccherà a noi non potremo accettare gli esiti di quella importazione.
Ma così di sussulto in sussulto, il sistema formativo va alla catastrofe in un continuo bricolage di cambiamenti.
Diciamo allora: fermatevi, non consentite il distacco di risorse professionali preziose per il sistema.
Fermatevi, e facciamo finalmente una operazione nazionale, parlamentare sul sistema formativo, mobilitando le migliori competenze così come si fece ad esempio per la riforma del sistema sanitario
nazionale, offrendo alle nuove generazioni e al Paese un assetto moderno, stabile e condiviso dell’istruzione e della ricerca.
Quanto alla sanità, qualificazione sì, radicale risanamento sì: abbiamo peraltro eccellenze nell’organizzazione sanitaria in grado di indicare la strada per affrontare i buchi neri che pure
abbiamo.
Ma distruggere il sistema universalistico, no! I livelli essenziali di assistenza sono un cardine del sistema universalistico e vanno garantiti in modo universale.
Subito accanto ai temi sociali mettiamo il tema dell’evoluzione dei diritti civili e del rispetto della dignità delle persone.
Basta con gli stereotipi distruttivi sulla dignità della donna. Rispetto per le donne.
Torniamo piuttosto a vederne le condizioni reali di svantaggio e di disuguaglianza, di carico e di fatica nell’organizzazione sociale e familiare.
Aggiungo che a questo fine non si può prescindere da una loro presenza e da un loro protagonismo nei luoghi di decisione.
Per questo non vedo perché non dovremmo sollevare davanti al Paese il tema di regole di transizione o di quote massicce e transitorie sia nei luoghi della politica e delle istituzioni sia in alcuni
luoghi dell’economia e della società.
Mostriamoci combattivi, così come stiamo facendo, contro razzismi di ogni genere e contro l’omofobia.
Facendo leva sugli umanesimi forti che stanno nelle nostre radici e che ci consegnano l’idea di un uomo mai separabile dalla sua dignità e dalla sua libertà, stiamo in campo per l’umanizzazione delle
conquiste della tecnica.
Diciamolo con chiarezza: non può essere che metà del Paese decida come debba morire l’altra metà; non è possibile. Cerchiamo soluzioni umane e condivise.
E ancora il civismo: grande punto di attacco per le nostre politiche e vera chiave di rapporto con la società civile che anzi preferirei definire come società civica.
Civismo vuol dire innanzitutto sobrietà della politica senza antipolitica.
Ci vuole una Maastricht sui costi della politica che ci metta nella media europea.
Così come ci vuole una Maastricht della fedeltà fiscale con un percorso fatto di dissuasione e di incentivazione.
Civismo è portare il merito dal cielo alla terra accettando e allestendo in ogni campo meccanismi credibili di valutazione; è rispetto per la sicurezza e per la vita umana nei luoghi di vita e di
lavoro e soprattutto è legalità, la legalità dello Stato e non delle ronde, la legalità della lotta a tutte le mafie, la legalità di una giustizia civile finalmente riformata e funzionante.
Qui, in questa riscossa civica che il Partito Democratico deve interpretare, metto anche il tema dell’unità del Paese.
Unità ormai non solo o tanto da difendere quanto da conquistare e ricostruire.
Il blocco Lega-destra sta facendo passare l’idea che la politica non deve combattere il divario ma deve interpretarlo, rappresentarlo.
Nella loro visione in realtà la prospettiva del federalismo è appunto questo e questo fa da copertura alla distruzione di ogni politica meridionalistica e alla rapina di ogni risorsa.
Qui e là qualche retro pensiero liquidatorio del tema emerge anche nel nostro mondo.
Anche noi dobbiamo discuterne ma sono convinto che siamo i soli che possono dire le stesse cose a Varese e a Napoli e che possono legare il rinnovamento delle classi dirigenti a politiche
meridionalistiche praticabili e davvero nuove nei contenuti.
Sono convinto che abbiamo la forza e la capacità di farlo.
Un altro punto d’attacco per noi è la libertà economica.
Mentre ribadiamo che ci sono beni fondamentali che non intendiamo affidare al mercato (salute, istruzione, sicurezza) diciamo anche che è tempo di una offensiva liberale per aprire mercati regolati
in molti settori dell’economia oggi strozzati da sistemi relazionali, corporativi, monopolistici.
Il cittadino-consumatore al centro e al centro la possibilità di iniziativa economica su basi di parità, a cominciare dai giovani!
In questo quadro dobbiamo mettere, facendolo uscire dalle nebbie e portandolo al concreto il tema del conflitto di interessi, fissandolo precisamente su due punti.
Primo, le incompatibilità. Per esempio, chi è nella sostanza il concessionario non può fare anche il concedente.
Secondo, norme contro le posizioni dominanti in tutte le articolazioni che l’evoluzione tecnologica ha portato nei sistemi di comunicazione e di informazione. Qui sta la sostanza del problema; su
questo, in una società liberale va concentrata l’iniziativa.
Credo infine ad un nostro risveglio di iniziativa nel grande campo delle politiche locali ormai crucialissime nella formazione degli orientamenti politici.
Le nostre culture che hanno le loro originarie radici nella dimensione del territorio, le nostre culture che hanno inventato l’urbanistica, gli asili nido, le aree artigianali, la sanità pubblica e
così via non hanno niente da imparare da chi il quindici anni di veramente nuovo ha inventato solo le ronde.
Tuttavia non possiamo cavarcela così. Dobbiamo portare a sintesi e a politicità le nostre esperienze locali sui nuovi temi di frontiera: la sicurezza, la mobilità, l’ambiente, l’immigrazione,
l’integrazione, la rete sussidiaria delle risposte sociali.
I nostri amministratori e in particolare le nuove generazioni dei nostri amministratori, devono essere messe in condizione di aiutarci a produrre un punto di vista, un orientamento nazionale
riconoscibile ed identificabile sulle nuove politiche locali.
Mi fermo qui.
Da questi e da altri punti di attacco concreti devono emergere sia il nostro profillo di identità politica, sia la nostra vocazione ad una alternativa di governo, una vocazione al governo del
cambiamento.
Noi siamo il partito che pone la questione dell’alternativa di governo sapendo bene che il tempo della semina non è quello del raccolto ma sapendo altrettanto bene che in vista del raccolto la semina
ha una certa importanza.
Opposizione vuol dire opporsi e vuol dire anche lavorare visibilmente per offrire un’altra scelta ai cittadini elettori.
Dobbiamo con il Congresso dare un messaggio chiaro e generoso verso l’esigenza di organizzare il campo dell’alternativa.
Chiediamo altrettanta generosità a tutte le altre forze dell’opposizione.
Non siamo più nello scenario di frammentazione esasperata del sistema.
La scelta di fare il Partito Democratico ha cambiato la situazione.
Adesso abbiamo tre cose da fare: rinnovare e rafforzare noi stessi; riaprire il cantiere dell’Ulivo con movimenti politici e civici disposti ad un dialogo con noi; lavorare per un quadro ampio di
alleanza politiche.
Noi non vogliamo fare da soli né ci immaginiamo da soli nel futuro.
Chi pensasse di fare da solo lucrando qualcosa dalla divisione delle forze di opposizione se ne prenderebbe la responsabilità.
Penso anzi che dobbiamo proporre già con il nostro Congresso ampie alleanze democratiche e di progresso per le prossime elezioni regionali.
Noi giungiamo a questa politica di apertura con un profilo nostro, senza trattini o divisione dei compiti, con un nostro modo di rivolgerci a tutta l’area del centrosinistra e a quella parte dei ceti
popolari che fino a qui hanno guardato a destra.
Il profilo nostro che ho definito sociale, civico e liberale, con la forma, il linguaggio e l’organizzazione di un grande partito popolare dei tempi moderni.
Un partito che si rivolge con concretezza ai ceti popolari (lavoro, piccola impresa, famiglia, nuove generazioni).
Un partito che lavora per correggere i suoi difetti (ne abbiamo visti non pochi in questo viaggio e dovremo ritornarci con grande determinazione).
Un partito non di un uomo solo ma che vive come comunità di protagonisti, che accetta una disciplina liberamente condivisa, che lavora su un rinnovamento fatto non per via di simboli ma riconoscendo
piuttosto le nuove forze che sono già in campo e aprendo loro la strada.
Un partito che riconosce che non c’è politica senza pensiero e che riprende quindi in modo non occasionale un rapporto con le forze intellettuali.
Ovviamente un partito plurale, ma non in forma di coabitazione per quanto amichevole.
Un partito che si costruisce come sintesi creativa fra antiche radici e nuove culture.
Se dico sinistra, se dico popolarismo, se dico cattolicesimo democratico, se dico laicità, se dico civismo non sto parlando di correnti, sto parlando di materiali preziosi da amalgamare per costruire
il nostro nuovo muro maestro così che le sensibilità e i punti di vista plurali non si balcanizzino e non siano esclusi dalla centralità di un impianto di cultura politica, da trasmettere alle nuove
generazioni.
Cari amici e compagni,
invece di dire "futuro" ho detto "storia e senso" sperando che si capisse che intendevo appunto parlare di futuro. Di un futuro che non dimentichi tutti quelli che pronunciando le parole di cui noi
facciamo facile uso (libertà, giustizia, democrazia) hanno pagato un prezzo ben più alto del nostro.
Di un futuro che puoi affrontare se ti armi non di vuota retorica ma di un senso sicuro, stabile, convinto. Ho detto cento volte qual è per me il senso e lo ripeto qui: se ti metti dalla parte dei
deboli, dei subordinati, di chi lavora, di chi produce puoi fare una società migliore per tutti.
Questo è il senso che vi propongo.
Se non fosse vero questo, se non fosse razionale anche oggi e per il futuro guardare l’innovazione con gli occhi della giustizia e della libertà di tutti, noi non avremmo un mestiere.
Invece è questo il nostro mestiere, la nostra ragione sociale, il nostro senso; quello per cui ci mettiamo in libera associazione, quello per cui diciamo a un giovane: vieni, cambiaci in meglio,
combatti con noi!
SOLIDARIETA' A ROSY BINDI DA ALCUNE DONNE LIVORNESI
USCITO OGGI 11 ottobre SULL'UNITA' A PAG.13 E DOMANI SUL TIRRENO
E' bastato che una donna come Rosy Bindi, dirigente politica di primo piano del PD, ex Ministro e Vicepresidente della Camera dei Deputati, osasse interrompere Berlusconia Porta a Porta per
faremergere, attraverso le paroledel premier "più bella che intelligente", tuttalavolgaritàdel pensiero berlusconiano sulle donne, ispirato da una visione malata e strumentale eda un rapporto
distorto con le donne e con il potere.
E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Da mesi, infatti,vanno avanti, in varia forma,attacchi indecorosi contro le donne italiane,che ogni giornosonoaddirittura costrette adifendere il dirittoprimarioad essere rispettate come persone,
prima ancora che ad essere valorizzate come sarebbe utile per loro, per il Paese e la sua modernizzazione.
Non c'è dubbio, infatti, e tutti i dati lodicono, che le donne sono brave, più brave degli uomini, a scuola, all'Universita, nel lavoro.E se problemi per lorovi sono, e sono tanti, è perchè l'Italia
è un Paese "vecchio" che non è riuscitoa fare le riforme necessarie perrisolverequella questione, divenuta ormaiantica eche, qualche tempo fa, si chiamava"questione di genere" che significa superare
il divario fra i talenti delle donne e le loro condizioni reali di vita e di lavoro e che si chiamano, in molti casi, disoccupazione femminile, licenziamenti per gravidanza, carenza di servizi per le
famiglie e per le donne con figli, difficoltà a far carriera e ad assurgere ad alti incarichi.
Problemi enormi la cui soluzione non può più essere rinviata e che necessitano di nuove politiche, lontane anni lucedalla rozzezza della cultura del premier e dalla sua ispirazione "velinara" che
contrasta con quello che sta accdendo nel mondo.
E' di questi giorni, la Conferenza Mondialedi Praga delle donne professioniste e dirigenti.
In questi giorni, a Stoccolma, l'Accademia di Svezia ha assegnato il premio Nobel che è considerato il massimo riconoscimento scientifico culturale planetario a4 donne impegnatenel campo
dellaletteratura, della medicina,della chimica.
Alcune donne italiane, su un giornalehanno così intitolato un loro articolo"Dall'Italia velinara al Pantheon in rosa: ci divide un abisso". Nessu'altra sintesi potrebbe essere più appropriata.
Seguono molte firme di Donne livornesi
CONGRESSO PARTITO DEMOCRATICO
Scelgo Bersani perché l'Italia ha bisogno di un grande partito che sia pronto a governare e fare scelte coraggiose .....è lui l'Uomo che può ridare certezze e risposte a questa grave crisi.
sintesi_mozione_3pag110736.pdf
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Scelgo Bersani perché l'Italia ha bisogno di un grande partito che sia
pronto a governare e fare scelte coraggiose .....è lui l'Uomo che può
ridare certezze e risposte a questa grave crisi, da sempre ha
dimostrato grande spirito innovativo cercando di "liberare" l'Italia da
lobby e caste con tenacia, trasparenza ed estrema fermezza, voglio una
persona che riporti senso di moralità e di rappresentanza del nostro
paese e del nostro Partito all'Italia e all'estero, voglio un Partito
che possa e debba essere considerato parte interlocutrice fondamentale,
di supporto, sostegno e di ruolo nelle scelte che i nostri
rappresentanti amministratori fanno nelle nostre città, province e
regioni, un partito che aiuti un intero paese a crescere non solo
economicamente ma anche culturalmente, che capisca l'importanza storica che un
grande partito riformista serio può avere per il nostro futuro. Un
uomo che sà guardare al futuro in maniera lungimirante che non
rincorre l'avversario ma semina sapendo che i frutti arriveranno.
Voglio Pierluigi Bersani perchè con Lui tutti Noi daremo certamente un
senso a questa Grande Storia che è il Partito Democratico.
Alessandra Del Bravo coordinatrice di circolo e consigliera provinciale
Livorno
Livorno, 13 Agosto 2009
SOLIDARIETA' AI LAVORATORI DELL'ENI E A TUTTI QUELLI DELLE AZIENDE CHE HANNO DECISO DI CHIUDERE LA PRODUTTIVITA' NEL NOSTRO TERRITORIO
Il Consiglio Provinciale è convocato il 1° luglio
Il Consiglio Provinciale si insedierà il 1°
luglio. Il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, ha convocato per quella data, a Palazzo Granducale, la prima seduta della nuova assemblea consiliare che inizierà alle 10.
La seduta si aprirà con l’esame delle condizioni di eleggibilità e incompatibilità dei consiglieri, la convalida e l’insediamento del Consiglio a cui seguirà il giuramento del presidente.
Saranno poi costituiti i gruppi consiliari e verranno eletti il presidente del Consiglio e i vice presidenti.
Il presidente Kutufà, quindi, comunicherà ai consiglieri la composizione della Giunta Provinciale e presenterà le linee programmatiche per la definizione del documento contenente gli indirizzi generali di governo. (s.m.)
Livorno, 22 giugno 2009
contributo inviato da Vittoria Franco il 24 aprile 2009
Più lavoro per le donne uguale più benessere per tutti.
Questo è lo slogan che abbiamo scelto per le giornate di mobilitazione dal 30 aprile al 9 maggio.
Decine di iniziative sono in preparazione in tutte le città per porre all’attenzione il problema del lavoro femminile. Contemporaneamente lanceremo una raccolta di firme per il disegno di legge d’iniziativa popolare Misure per favorire l'occupazione femminile e la condivisione e conciliazione fra cura e lavoro. Attendo i vostri pareri e i vostri commenti qui in PdNetwork.
Oggi, in tempo di crisi, investire sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, diventa un modo per uscire dalla crisi più forti e per tornare a far crescere l’Italia.
Tutti i dati e le ricerche ci dicono che:
* quando lavorano più donne, cresce la ricchezza del Paese;
* per ogni 100 donne che entrano nel mondo del lavoro, si creano 15 nuovi posti nel settore dei servizi e dell’assistenza alle persone;
* le imprese guidate da donne vanno meglio: anche in periodo di crisi realizzano una crescita dei profitti fino al 20%.
Inoltre, è ormai accertato che più lavoro femminile porta
* un futuro più sereno per la famiglia e per le giovani coppie;
* più nascite.
Le donne sono una vera risorsa per lo sviluppo del Paese.
La foto della realtà attuale è però davvero impietosa:
l’Italia ha la maglia nera in Europa per l’occupazione femminile. Solo il 46% di donne riesce ad avere un impiego; in Europa sono il 57% e dovrebbero essere il 60% entro il 2010. Al Sud le donne occupate sono soltanto il 31% e molte rinunciano anche a cercarlo.
Una donna su cinque è costretta a lasciare il lavoro quando nasce il primo figlio per carenza di servizi all’infanzia.
Gli asili nido possono accogliere appena il 10% dei bambini, con uno scarto enorme fra l’1,5% del Sud e il centro nord, dove spesso è stato superato di gran lunga l’obiettivo europeo del 33%.
Sempre più donne si trovano a dover scegliere fra lavoro e maternità.
Non è più vero che le donne che non lavorano fanno più figli: donne a casa culle vuote, perché inoccupazione e precarietà creano incertezza del futuro.
La crisi rischia di ricacciarne a casa un numero ancora più elevato.
Le discriminazioni salariali sono ancora tante, nonostante che esista una buona legge che le vieta. A parità di mansioni, una donna può arrivare a percepire un compenso anche del 28% inferiore a quello dell’uomo .
Le donne oggi sono più istruite, ma anche più precarie e più povere degli uomini.
Le giovani desiderano essere lavoratrici e madri. Non vogliono dover scegliere fra lavoro, carriera e maternità. Vogliono avere eguali opportunità lungo tutto l’arco della vita.
Di fronte a questa condizione di arretratezza, tutti i provvedimenti del Governo Berlusconi non fanno che aggravare la situazione:
· ha ridotto le risorse ai comuni, facendo diminuire i servizi e aumentare il lavoro di cura delle donne;
· ha ridotto il tempo pieno a scuola, penalizzando le donne sia come insegnanti, private di un’opportunità di lavoro qualificato, sia come madri, sulle quali continua a gravare la gran parte della cura domestica;
· non ha fatto niente per salvaguardare l’occupazione delle donne;
· niente per l’imprenditoria femminile, che rappresenta invece uno dei settori in sviluppo;
· niente per sviluppare il piano di servizi alla persona e di asili nido;
· niente per favorire la conciliazione;
· ha fatto crescere la disparità salariale detassando gli straordinari;
· ha cancellato la legge sulle dimissioni in bianco.
Le nostre proposte sono chiare.
Per salvaguardare e far crescere il lavoro femminile, proponiamo:
· la riduzione del costo del lavoro delle donne come incentivo;
· la tutela del posto di lavoro delle precarie della Pubblica Amministrazione;
· un credito d’imposta per le aziende che assumano donne a partire dal Sud;
· sostegno all’imprenditoria femminile;
· il superamento delle discriminazioni salariali.
Per promuovere la conciliazione e la condivisione, proponiamo:
· il riconoscimento di un credito d’imposta per il lavoro di cura per le lavoratrici madri;
· un piano per asili nido e servizi all’infanzia e per i non autosufficienti col ripristino delle risorse previste dal Governo Prodi;
· flessibilità degli orari;
- congedo paterno obbligatorio;
· per le lavoratrici madri possibilità del part time con un periodo di contributi figurativi a carico dello Stato.
Uscire dalla crisi si può, anche con e per le donne.
Vittoria Franco, Responsabile Pari Opportunità del Partito Democratico
http://www.partitodemocratico.it/default.aspx
Stranieri e disoccupati, è boom
In 15 anni gli immigrati in provincia sono passati da 3 a 13 mila
LA PROVINCIA IN CIFRE Presentato ieri il Rapporto sociale, che fotografa la realtà del nostro territorio
Sono sempre di più le donne che rinunciano a inserirsi nel mercato del lavoro
LIVORNO - La Provincia di Livorno ha presentato il Rapporto sociale 2008, prodotto dall'Osservatorio provinciale per le politiche sociali e curato dal dipartimento di scienze sociali dell'università
di Pisa. Il documento fotografa per tematiche d'approfondimento le trasformazioni economiche e socio- sanitarie del territorio provinciale, da cui emerge un quadro di fragilità e vulnerabilità dovuto
al rallentamento della crescita economica e all'indebolimento dei tre principali sistemi d’integrazione: welfare, lavoro e famiglia. "E' uno strumento formidabile per indirizzare azioni di governo
mirate a soddisfare i reali bisogni del territorio", ha dichiarato l'assessore provinciale alla qualità sociale, Laura Bandini, "oltre ad essere molto utile per gli interventi delle associazioni di
volontariato"
La popolazione residente. Confrontando la dinamica demografica provinciale di lungo e breve periodo (1951 - 2001 e 2002 - 2006), emergono una crescita omogenea nel primo caso e un aumento localizzato
nella Bassa Val di Cecina e in Val di Cornia nel secondo, che compensano il calo registrato nelle isole. Ciò è dovuto allo sviluppo edilizio ed economico, che ha comportato un flusso migratorio di
cittadini stranieri, passati da 3 mila a 13 mila in meno di 15 anni. Cresce la migrazione dall’estero e calano i residenti.
La trasformazione della famiglia. Le famiglie tradizionali e numerose sono sempre meno. Rispetto al 1991, il censimento del 2001 registra nel territorio provinciale una riduzione delle famiglie con
più componenti al loro interno a favore di nuclei formati da uno o due elementi. Giovani, single ed anziani rappresentano le categorie maggiormente esposte alla vulnerabilità e quindi alla povertà,
soprattutto le famiglie giovani con figli piccoli sulle quali si ripercuote la difficoltà del lavoro permanente.
Il mercato del lavoro e l’avviamento professionale. A colpire è il livello del tasso di attività della provincia di Livorno, il più basso della Toscana sia nel 2006 che nel 2007. L'indicatore
rappresenta il numero delle persone nella posizione occupazionale rapportato all'intera popolazione. Emerge che sempre meno persone sono interessate a collocarsi sul mercato del lavoro perché non
riescono a trovare un impiego o a conciliare i diversi impegni. Particolarmente negativo risulta l'inserimento professionale del segmento giovanile femminile, il cui tasso di disoccupazione tocca
quota 28 per cento, ben 10 punti in più rispetto al dato regionale. Il calo del tasso di disoccupazione deve essere quindi associato al calo di attività.
L'istruzione. tra il 1991 ed il 2001 nel territorio livornese è avvenuto un innalzamento dei livelli di scolarizzazione, così come in tutto il paese. La provincia si attesta in una posizione
intermedia a livello regionale per il conseguimento del diploma di scuola superiore e registra uno dei valori più bassi per il non conseguimento della scuola d'obbligo nella popolazione di età
compresa fra i 15 ed i 52 anni. Passando alla dispersione scolastica, invece, Livorno e la Toscana in generale fanno registrare un tasso molto alto rispetto alla media europea.
I processi di fragilità. Nella popolazione anziana si registra un livello di crescita maggiore rispetto alla regione: nel 2006 gli anziani presenti sul territorio provinciale sono 81.325, il 24,1 per
cento dell’intera popolazione. Sono fattori di fragilità gli anziani non autosufficienti e i disabili: nella provincia sono 28 le strutture di ospitalità per anziani (10 nella Bassa Val di Cecina, 2
nella val di Cornia, 2 all’Elba e 14 nell’area livornese), mentre i portatori di handicap sono 3.780 a fine 2006
http://www.provincia.livorno.it/new/index.php
Alessandra
Del Bravo

Il Consiglio
Provinciale ha approvato il Bilancio preventivo 2011. Il documento ha ricevuto 19 voti a favore dei gruppi di maggioranza (Pd, Idv, Sel). Contrari gli 8 consiglieri di
centrodestra del Pdl, astenuti i consiglieri di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani
Il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, alla luce delle
dichiarazioni rese dal presidente della SAT Bargone in occasione della presentazione del nuovo progetto per l'Autostrada
Tirrenica e delle profonde modificazioni al progetto iniziale, delinea una nuova proposta che mette al centro il
passaggio della realizzazione dell'opera all'ANAS.
La
Provincia, nell’ambito delle attività a favore dell’accesso dei giovani laureati a percorsi di alta formazione, promuove l’erogazione di voucher post-laurea.
Il presidente della
Provincia, Giorgio Kutufà ha inviato una lettera al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Gianni Letta e ai ministri delle
Infrastrutture e dell’Economia, on.li Altero Matteoli e Giulio Tremonti, per invitarli a sottoporre al Governo la questione dell’esclusione dai
limiti del patto di stabilità delle spese per gli interventi relativi alla messa in sicurezza del territorio.
Nell’ambito della manifestazione "I Macchiaioli in Giappone", la Provincia, il Comune di Livorno e la Camera di Commercio, con il
contributo della Porto Livorno 2000, organizzano l’ evento "I prodotti di qualità dalle Terre dei Macchiaioli".
I Centri per l’Impiego della Provincia informano che dalle ore 11 del 31/12/2009 alle ore 6 dell’1/1/2010 non sarà
funzionante il server per le comunicazioni on-line telematiche obbligatorie per i datori di lavoro.
“Il lavoro nella Pubblica Amministrazione dopo la Legge n. 15/2009 ed il relativo Decreto attuativo” è il titolo del corso di
formazione organizzato dall’Amministrazione Provinciale, in programma il 13 gennaio, dalle 9 alle 13, nell’auditorium del Museo di Storia
Naturale.
La questione Toremar è stata l’argomento al centro dell’incontro, svoltosi oggi a Firenze, tra l’assessore
regionale ai trasporti, Riccardo Conti, il presidente Giorgio Kutufà, l’assessore provinciale Catalina Schezzini e i componenti della 2.a
commissione consiliare della Provincia.
Si è svolta, a Palazzo Granducale, la 2.a Assemblea del Forum Provinciale della cooperazione e della pace.
All’incontro, presieduto dall’assessore provinciale alla cooperazione internazionale, Monica Mannucci, era presente l’assessore
regionale Massimo Toschi. Nel corso dell’incontro sono state discusse le proposte del programma di attività 2010 e nominati i
componenti del Comitato Tecnico.
